Sono una cittadina Italiana, Europea che osserva, attivamente.
Ogni giorno svolgo il mio lavoro e faccio la mia parte, come il nostro Presidente Mattarella ci ha raccomandato già un anno fa, in questi tempi bui.
Ieri ho visto alla televisione nazionale una rievocazione dei giorni di persecuzione e morte che ai tempi di mia madre hanno funestato città e paesi, ad opera del cieco potere nazista durante la seconda guerra mondiale.
Subito dopo scorrono immagini, fatti, parole della cronaca di oggi, al telegiornale.
Ascolto e guardo: discorsi di protervia, di sopraffazione, dove l’Uomo è dimenticato perché una violenta e arrogante squadriglia si pone al di sopra di altri e divide l’umanità in categorie.
Sento termini come: schiacciare, abbattere, cancellare, creare barriere, chiudere.
Annientare la civile convivenza umana ed affogare dignità, rispetto, considerazione per l’Altro.
Succede ora in luoghi vicini e lontani, come un cancro sottile ci riporta a quei giorni, in cui due uomini si guardavano senza vedersi, e uno incatenava l’altro in nome di una divinità demoniaca assetata di sangue.
È il demone del pregiudizio, mentre ignoranza e paura lo alimentano.
Ieri al ghetto di Roma, ritrovato sul filo della Memoria, oggi alle frontiere, nei volti e nei linguaggi di culture diverse che affrontano la schiavitù, come se il Mondo fosse attraversato da una nuova barbarie, conoscendo miseria e terrore fino alla morte.
È successo, succede oggi. Pensiamoci!

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